Età / Periodo storico

Il Patriarcato di Aquileia, fino al XIII secolo, a parte il periodo di esilio a Grado (VI-VII sec.) e il temporaneo trasferimento a Cormons, ebbe sede per lo più ad Aquileia (il Patriarca Poppone costruì il Palazzo a fianco della Basilica, nel Mille) e a Cividale nel palazzo oggi Museo Archeologico, adiacente al Duomo. Nel 1238 la sede fu portata a Udine, sul Colle, fino a quando la Sernissima, dopo il 1420, confiscò il Castello per insediarvi i suoi luogotenenti. Per un secolo i Patriarchi non ebbero sede fissa tra Venezia e vari edifici a Udine. Il Palazzo Patriarcale fu realizzato tra il XVI e il XVII secolo e ultimato nel XVIII secolo con il progetto della facciata di Domenico Rossi.


Stile

Il complesso della sede episcopale è in parte in stile rinascimentale e barocco. Fu agli inizi del Settecento che il Patriarca Delfino fece realizzare anche la prima biblioteca aperta al pubblico nella città di Udine, la Delfiniana (1709), decorata con affreschi del Dorigny. I locali furono completati nel 1728 con lo Scalone d’onore di Domenico Rossi, a cui seguirono gli affreschi di Giambattista Tiepolo, le opere straordinarie nel soffitto dello Scalone, nella Sala del trono (con i ritratti affrescati dei patriarchi), nella Galleria degli ospiti e nella Sala rossa. Il Palazzo era quindi completato, ma nel 1751 il Patriarcato fu definitivamente soppresso da papa Benedetto XIV. Il Palazzo divenne così sede dell’arcivescovo di Udine. Nel 1827 il complesso fu ampliato con la realizzazione di un edificio sede della foresteria e la sistemazione della raccolta di 9000 edizioni a stampa, dono di Antonio Bartolini. La Biblioteca Bartoliniana fu poi spostata nel XX secolo nella stanza dove dormì Franz Joseph.



Descrizione

Oggi il complesso è sede di uffici amministrativi e del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo. Il Museo ha una ricca raccolta di arte sacra, oltre alle sale affrescate dal Tiepolo, sculture lignee provenienti da tutto il Friuli, opere di Giovanni Martini, Domenico da Tolmezzo, le opere originali più preziose delle chiese attraversate dalle vie dei cammini in Friuli. In una sala sono contenute le opere scultoree in legno del XV secolo giunte dalla chiesa di San Giovanni dell’Hospitale di San Tomaso. Importante è la stessa storia patriarcale di Aquileia, storia dimenticata del primo parlamento, della prima costituzione europea e di una patria nel cuore dell’Europa, luogo di relazioni e incrocio di vie di cammino, una storia rimasta a lungo coperta dalla storia successiva, quella dei confini nazionali.



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