Il Comune di Udine, situato al centro della storica regione friulana, è posto in una posizione strategica, lungo le direttrici europee est – ovest e nord – sud. Gli obiettivi del progetto, ovvero la rivalutazione e promozione del territorio, lo sviluppo e l’implementazione di strumenti di guida turistici e il supporto ad un turismo lento, sostenibile e accessibile, sono perfettamente in linea con quelli dell’Ente, che è dotato di un sistema museale ricco e capace di rispondere alle richieste culturali del territorio e offrire la possibilità di utilizzare al meglio il patrimonio storico, artistico e religioso.

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APPROFONDIMENTI

La rinascita della Via di Aquileia: la Iulia Augusta

di Marino Del Piccolo


Il progetto promuove anche la rinascita delle vie di cammino antiche e medievali della regione aquileiense ed in particolare delle vie di Allemagna. Vie che scendevano dai paesi baltici, dai paesi germanici e dalla Gallia, giungevano attraverso i passi lievi delle Alpi orientali in area aquileiense, seguivano le acque del Tagliamento o del Torre per raggiungere i porti dell’Alto Adriatico.

Da lì si proseguiva via mare sulla Via Adriatica verso Gerusalemme, come è documentato fin dal IV secolo, oppure verso Ovest, già nel periodo antico, verso San Martino di Tours e più tardi verso Roma attraverso la Via Romea e Francigena e verso Santiago de Compostela.

L’attenzione si concentra quindi, in queste pagine, sulla storia e sulla possibilità di rinascita a nord-est dei cammini lunghi e antichi, medievali, esistenziali, internazionali, che attraversavano muri e mari, incontravano diversità, superavano paure. Una storia di relazioni in cui l’area aquileiense, almeno fino al XV secolo, era, non area di confine ma luogo di incrocio e di incontro delle vie del cammino più antiche.

La Via Iulia Augusta

A partire dalla rinascita, negli ultimi quindici anni, delle Vie di Allemagna e del Tagliamento, c’è ora la possibilità, nell’ambito del progetto “Look Up” e del progetto “Romea Strata”, di far rinascere la via forse più antica, la via che da Gemona si discosta dal Tagliamento e scende direttamente verso Aquileia seguendo le acque del Torre. È la via romana Aquileia- Noricum, nota dal XIX secolo con il nome di Iulia Augusta, collegata a Nord, verso Zuglio, Passo Monte Croce Carnico e Lienz (ma anche a Nord-Est, verso Tarvisio e Cracovia). Nel Medioevo la Via è documentata con il nome di via di Lemagna sui documenti dal XIV secolo e con il nome di “Strada che tende per Alemagna”, sulle mappe storiche fino al XVIII secolo.

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La Via di Allemagna-Iulia è dunque la via di Aquileia, la via del Fiume Torre ed è anche la Via di Udine, perché è su questa via che si è sviluppata la città erede patriarcale di Aquileia. La Via si incontrava ad Aquileia con le altre vie antiche di cammino, come l’Iter Burdigalense, il più antico, documentato nel 333 d.C., da Bordeaux, ad Aquileia, Costantinopoli, a Gerusalemme. Di poco più antico è anche il Cammino di San Martino che giunse dalla Pannonia ad Aquileia nei primi anni Venti del IV secolo, quando i mosaici della Basilica erano appena finiti. Fu lui, vescovo di Tours, a fondare il monachesimo occidentale, usò la spada per dividere mantelli e cucire l’Europa con la cristianità aquileiense.

Fu verso Tours il primo cammino europeo, che, come vedremo, lasciò tracce straordinarie anche sulla Via Iulia. Si tratta di vie verso Ovest che riprendevano la tradizione più antica, meglio, una tendenza primitiva, come una pressione naturale che ha spinto sempre mediamente l’umanità a cercare il futuro a occidente, una direzione poi ripresa dal Cammino di Santiago, seguendo la fascia climatica, il movimento del sole e la scia del “campo di stelle”. Il Camino passava nel Nord Est alla volta di San Giacomo in Galizia e ha lasciato ottanta chiese in Friuli dedicate a San Giacomo il Maggiore e ben otto affreschi del Miracolo dell’Impiccato di Santo Domingo della Calzada.

In età medievale, in particolare tra IV e VI secolo e da IX al XIV secolo, in molti sentirono la necessità irrimandabile di tornare alla sorgente, ad Oriente, a cercare l’origine del cammino. Dai porti di Aquileia, Grado e Concordia, e poi da Precenicco, Latisana e Venezia si proseguiva sulla Via Adriatica ancora nel XIV secolo con piccole imbarcazioni seguendo la costa dalmata, le isole e le coste fino a Giaffa in Terra Santa o ad Alessandria e da lì attraver- 108 so Gaza a Gerusalemme. Lì si scopriva che le strade non finivano ma iniziavano, andavano ad Oriente dove tutto era cominciato e dove si era inoltrato San Tommaso nella sua opera evangelizzatrice. Sono dedicate a lui le chiese più antiche sorte dove sostò, secondo la tradizione, in Iraq, in Indopersia.

I suoi resti sono in India, e a Edessa, molto più tardi a Ortona, sulla Via Adriatica, ma già nel IV secolo erano a Concordia Sagittaria e ad Aquileia, e da lì poi sorsero numerose chiese e citazioni artistiche a lui dedicate lungo le vie di Allemagna. Le vie aquileiensi di Allemagna e Adriatica sono documentate dai padri del deserto e della chiesa (San Girolamo, San Cromazio, San Ilarione) che scrivevano dei loro incontri tra Aquileia, l’Egitto e la Palestina, sono descritte da pellegrini e mistici del IV-VI secolo (l’Anonimo Burdigalense, Egeria, Venanzio Fortunato), sono documentate dalle relazioni tra i mosaici paleocristiani di Carnia, di Aquileia, di Concordia, della Dalmazia e dell’Illiria, in Egitto a Gaza e a Gerusalemme ed oltre, dalle chiese affrescate con i santi del cammino e dai resti di xenodochi longobardi, hospitia, ospitali lungo tutta la via a partire da quello di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso, restaurato e di nuovo aperto per l’accoglienza ai pellegrini. Dal XV secolo, verso la fine del Medioevo con i primi confini iniziò il declino di queste vie internazionali. Le strade furono riutilizzate a tratti in senso religioso verso nuovi siti devozionali: erano processioni e brevi pellegrinaggi a santuari locali. Oggi quei tratti possono essere ricongiunti e riscoperti, se sapremo leggere in cammino le tracce più antiche del nostro territorio, per far rinascere le vie lunghe, la storia ancora viva delle relazioni, e i suoi effetti fecondi sull’individuo, sulle comunità e sulle civiltà e il ruolo della terra, luogo tutto prezioso per chi è in cammino.

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I Punti di interesse della Via Iulia Augusta

Il progetto cerca di portare in evidenza i punti di interesse o di approfondirne alcuni aspetti, per mettere in luce le testimonianze che documentano questa via di cammino, la sua storia, il ruolo che ha avuto nell’antica rete, l’importanza nella storia delle relazioni, gli incroci e gli incontri, anche al di là delle mete majores del cammino. I punti di interesse riguardano l’ingresso della Via Iulia Augusta in Italia e il suo arrivo ad Aquileia. Al Passo Monte Croce Carnico permangono lapidi e i segni delle ruote dei carri sul selciato del periodo antico e memorie di romitori medievali.

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A Cercivento, in Carnia, viene documentata una realtà emergente, la Bibbia a Cielo Aperto, con decine di copie di celebri opere artistiche religiose riprodotte sulle case del borgo carnico.

Vengono documentati alcuni degli ospitali medievali conservati lungo la via (San Nicolò degli Alzeri, San Tomaso di Majano, gli ospitali di Udine, l’Ospitale di San Nicolò di Ruda e Sant’Egidio a San Zili, vicino ad Aquileia), e alcune chiese importanti con riferimento al pellegrinaggio storico (San Pietro di Zuglio, nodo fondamentale del Cammino delle Pievi, le chiese affrescate dal Thanner lungo le vie del Rojale), alcune chiese dedicate al cammino di San Martino di Tours (a Terzo di Aquileia e a Socchieve in Carnia). Vengono rilevati alcuni tratti di cammino interessanti dal punto di vista naturalistico lungo le vie di Allemagna (l’Ippovia del Cormor e le Risorgive di Bars sul Tagliamento). Il progetto ha individuato dieci punti di interesse nella Città di Udine. Si tratta di luoghi già noti, ma l’intento è quello di mettere in evidenza alcuni aspetti di essi poco considerati.

Innanzitutto viene esplorata la fase tardo-medievale nella quale il centro diventa città e sede patriarcale erede di Cividale e di Aquileia. Il sito di Udine è antico, fu sede di un grande castelliere protostorico costruito intorno al colle. Divenne un importante borgo nel Medioevo, horreum (983), mercato (1223), era posto a fianco della Via Iulia, ma era senza fiume. Dopo il Duecento furono realizzate altre cinte murarie, vennero bonificate le aree umide a Nord-Est e furono realizzate le rogge di Udine prelevando le acque dal Torre, presso Zompitta, più tardi anche dal Tagliamento e dal Fiume Ledra. Fu realizzata la nuova sede del Patriarca, il castello sul colle della Città. La chiesa adiacente di Santa Maria in Castello era la chiesa principale della Città.

Nel 1236 il Patriarca Bertoldo di Andechs iniziò la nuova Cattedrale Metropolitana acquisendo il Capitolo della Chiesa di San Odorico al Tagliamento (St. Ulrich). La chiesa fu dedicata inizialmente a Sant’Odorico e solo più tardi a Santa Maria Annunziata. È interessante che quasi tutte le chiese considerate nei punti di interesse abbiano affreschi o lacerti, sull’arco trionfale, dedicati all’Annunciazione. Furono realizzati ospedali, se ne contano almeno quattordici in città, realtà ospedaliere e di accoglienza dei pellegrini, e monasteri come quello di San Francesco, di Madonna delle Grazie. La Chiesa di Madonna del Carmine ospitò i francescani quando l’Ospedale di Santa Maria della Misericordia li 110 spodestò per ampliare l’Ospedale nel chiostro di San Francesco. La Madonna del Carmine accolse anche le spoglie di Beato Odorico da Pordenone che fu pellegrino autentico in Cina intorno al 1318 sulla via di San Tommaso e in preghiera sulla sua tomba in India. La Biblioteca Civica “V. Joppi” conserva tra i manoscritti e i documenti più importanti, una copia originale della pergamenta istitutiva di fondazione dell’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso di Majano, del 1199, documento molto importante che ha costituito il punto di partenza per la rinascita dei cammini a Nord Est a partire dall’antica rete di ospitali, ivi citata e legata alla casa madre dell’Ospedale di Gerusalemme che si evidenzia così essere il modello della prima rete di ospedali gratuiti europei di servizio alla cura delle persone e all’accoglienza di pellegrini e viandanti in cammino, profughi, appestati, lebbrosi, o orfani, vedove, poveri, ultimi.

La Via Iulia Augusta fu la via di Gemona, di Udine e di Aquileia, fu favorita dai Patriarchi e dai Savorgnan filo-veneziani. Vi fu per lunghi anni la competizione con la Via del Tagliamento favorita dai Conti di Gorizia legati a Venzone e a Latisana e alla Casa D’Asburgo. L’instabilità politica portò a indebolire il Patriarcato. Nel 1420 Venezia prese metà area Aquileiense e la divise dalla parte orientale, una divisione che permane ancora. Lì nacque il primo confine europeo che poi proseguì a sud e a Oriente e a Nord Est a dividere l’Europa. La nascita dei confini portò al declino delle vie. Il Luogotenente in Terraferma della Serenissima si insediò nel Castello di Udine, al posto del Patriarca che fu ospite ramingo per lungo tempo mentre si realizzava un nuovo edificio per lui, il Palazzo Patriarcale che oggi è il Museo Diocesano di Udine e conserva fra le più preziose opere d’arte provenienti da molte chiese dedicate al cammino in Carnia e anche numerose opere lignee del XV-XVI secolo della Chiesa di San Giovanni dell’Hospitale di Majano. Oltre alla Biblioteca Bartoliniana vi sono numerose sale affrescate magnificamente dal Tiepolo con temi dell’Antico Testamento, oltre alla sala che riporta i ritratti di tutti i Patriarchi di Aquileia a partire da San Marco, Sant’Ermacora e Fortunato, i martiri; Pellegrino II, Wolfger e Bertoldo di Andechs, i costruttori di ospitali; Beato Bertrando di San Geniès, Raimondo della Torre e Ludovico di Tech, strenui difensori del Patriarcato, Teodoro, Fortunaziano, Cromazio, Massenzio, Popone e Marquardo, i grandi costruttori della Basilica di Aquileia.

Sulla base del riconoscimento di quelle tracce e della consapevolezza, anche a livello europeo, di queste possibilità decisive, e grazie alla collaborazione di amministrazioni locali, ed europee, associazioni del Cammino, come la Confraternita di San Jacopo di Perugia, gli Amici dell’Hospitale, il Cammino delle Pievi, il Cammino Celeste e Romea Strata che tiene unite decine di associazioni internazionali italiane, austriache, ceche, polacche e baltiche, è in atto la rinascita delle antiche vie di cammino ed in particolare delle vie di Allemagna, dall’Europa del Nord-Est, da Cracovia, sulla Via di Carol e da Velerhad, sulla Via di Cirillo e Metodio o di San Martino, giungono a Tarvisio o a Gorizia altri giungono da Innsbruck e da Salisburgo a Passo Monte Croce Carnico. Le vie si incontrano ad Aquileia e da lì verso Gerusalemme, Tours, Roma e Santiago e non solo. Nella Basilica di Aquileia, insieme con il Mosaico antico, del IV secolo, più ampio, significativo e ben conservato non solo dell’Occidente, si conserva la copia più antica dell’edicola del Santo Sepolcro costantiniana di Gerusalemme, del Mille, e un esemplare duecentesco del Volto Santo, il Risorto vivo di influenza siriaca. Lì si conservano frammenti dell’antica cristianità aquileiense, martiriale, europea, di origine giudaica certo, di influenza siriaca sicuramente, orientale, gnostica, universalistica nel Segno di Giona, forse il tema più importante dei mosaici paleocristiani della Basilica. Aquileia non è solo una tappa intermedia, è una meta principale lei stessa, testimone, con le sue vie, della prima cristianità europea, antica e ancora moderna, ancora convincente, tra Oriente e Occidente.

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Via di Allemagna Iulia

Marino Del Piccolo

Nelle seguenti schede vengono descritte le tappe delle vie antiche di cammino che collegavano l’Europa all’Alto Adriatico, attraverso l’Austria e la regione italiana del Friuli Venezia Giulia, a Nord-Est. Nel periodo bassomedievale tali vie furono chiamate Vie di Allemagna e furono utilizzate per scendere verso l’Adriatico, Gerusalemme e poi verso Roma. In Friuli, queste incrociavano anche il cammino verso Santiago in Galizia e quello antico verso San Martino di Tours. Si pone, in particolare, l’attenzione alla Via di Allemagna che giunge da Nord, da Lienz, attraversa il Passo Monte Croce Carnico, per giungere a Gemona, dove la via si sdoppia. Un ramo prosegue lungo il Fiume Tagliamento, verso Osoppo, Majano, Ragogna, Pinzano, Spilimbergo verso Sesto al Reghena e Concordia Sagittaria, verso Roma, Assisi e Santiago.

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L’altro, forse ancora più antico, scende da Gemona decisamente a Sud verso Aquileia, seguendo le acque del Torrente Torre.

Il presente lavoro riguarda proprio l’importante direttrice da Passo Monte Croce Carnico ad Aquileia, una via conosciuta con il nome di Iulia Augustae che in questo progetto viene denominata Via di cammino Allemagna Iulia. Si tratta di vie romane utilizzate per scopi militari, commerciali, civili, ma sono state importanti vie di cammino spirituale e mantengono ancora tracce artistiche evidenti e inedite, delle mete majores del cammino. Vi si incontrano tracce dedicate al dio Mitra, mosaici dedicati a Gerusalemme, affreschi che rappresentano l’Annunciazione e la Passione, chiese tardoantiche intitolate a San Martino di Tours e opere medievali dedicate a Roma e a Santiago.

Nelle schede vengono descritti i punti di interesse meno conosciuti, meno famosi o gli aspetti che sottolineano le antiche relazioni tra Occidente e Oriente e tra area di cultura germanica e latina, baltica, balcanica, slava, mediterranea, palestinese, siriaca. Le Vie di Allemagna sono oggetto di rinascita, attraverso il cammino a piedi dei pellegrini, da circa 15 anni, grazie alla riscoperta degli antichi ospitali del XII-XIII secolo, come nel caso dell’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso di Majano. Così è stato possibile salvare la memoria di queste vie che collegavano geograficamente e culturalmente, attraverso i valichi alpini delle Alpi Orientali, l’area aquileiense sconfinata, latino-germanica, senza confini.

Oggi uno dei progetti più importanti di rinascita delle vie è il progetto Romea Strata, impegnato nella riapertura sia della Via di Lienz e sia di quella da Tarvisio – Cracovia, con l’associazione internazionale AERS che ha messo in cammino insieme sulle vie di Allemagna persone, associazioni, università, comunità di Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia e repubbliche baltiche.

Il percorso proposto è la Via di Allemagna Iulia, parte da Passo Monte Croce Carnico, scende a Timau, Paluzza, Cercivento, Sutrio, Arta Terme, Zuglio, Tolmezzo, Venzone, Gemona. Da Gemona sono state dedicate due schede anche alla Via del Tagliamento, contigua: le schede dell’Hospitale di San Tomaso e quella naturalistica delle risorgive di Bars. La Via Allemagna Iulia scende da Gemona ad Artegna, a Tarcento, a Tricesimo, tocca il Torrente Torre a Reana del Rojale, e prosegue verso Udine lungo le rogge medievali. Da Udine procede a sud scendendo ancora lungo il Torre, alla volta dei siti degli ospitali medievali di San Zili e San Nicolò di Ruda, o lungo la via di Palmanova, verso Aquileia.

La Via Allemagna Iulia è una via percorribile con gps, ma non è una via tracciata e segnalata con frecce, né assistita. È consigliato prima di mettersi in cammino di contattare gli uffici turistici o le associazioni locali dedicate al cammino. I siti storico-artistici documentati sono accessibili, in molti casi, previa prenotazione.

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PUNTI DI INTERESSE

29 - Passo Monte Croce Carnico

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La Via Iulia Augusta collega la Drava, il Gail, il But, il Tagliamento, all’ingresso in pianura, presso Tricesimo segue il torrente Torre fino al porto di Aquileia sul Natissa, e da lì via nave alla laguna di Grado e al mare verso Roma, Alessandria, Gerusalemme.

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30 - Una Bibbia a Cielo Aperto Cercivento

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Si tratta di un progetto artistico che ha permesso la realizzazione tra il 2010 e il 2020 di quaranta opere, tra mosaici, affreschi, sulle pareti e sulle volte di case pubbliche e private, nelle vie e nelle piazze, trasformando il piccolo paese di montagna in una “Bibbia a Cielo Aperto”.

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31 - Ospitale di San Nicolò degli Alzeri sulla Via Allemagna Iulia

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L’Ospitale di San Nicolò, probabilmente già attivo dalla fine del XII secolo, è attestato nel 1335.

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32 - Pieve di San Pietro Zuglio

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I primi scritti riguardanti questa chiesa risalgono all’anno 808, quando venne edificata la Pieve di San Pietro su una preesistente basilica cristiana rasa al suolo dalla tribù barbarica degli avari. La costruzione visibile oggi risale tuttavia ai primi anni del Trecento.

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33 - Chiesa di San Martino Socchieve

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In Carnia sono decine le chiese e numerose le pievi dedicate al Santo. Una delle più importanti è la chiesa di San Martino di Socchieve.

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34 - Ippovia del Cormor Udine

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L’Ippovia è un percorso naturalistico che riprende una via storica che segue il corso del torrente Cormor. Le vie antiche in Friuli seguivano i fiumi. La Via del Cormor collega Gemona con Udine, parallelamente alla Iulia Augusta (che segue il torrente Torre) e alla Via del Tagliamento.

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35 - Il Labirinto di Bars Rivoli di Osoppo

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Le risorgive di Bars costituiscono un vero e proprio labirinto prima di giungere al vicino Hospitale di San Tomaso.

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36 - Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme San Tomaso di Majano

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L’Hospitale di San Tomaso fu fondato nel 1199 dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (oggi di Malta) per dare accoglienza gratuita secondo la regola agostiniana dell’accoglienza ai poveri e ai pellegrini che da tutta l’Europa giungevano sulle vie di Allemagna in Friuli.

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37 - Chiese e rogge sulla via di Aquileia Tricesimo e Reana del Rojale

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Presso Reana del Rojale doveva esistere fin dai tempi remoti un ramo deltizio esondabile che alimentava in modo naturale l’antico borgo di Udine. Questo ramo fu poi bonificato attraverso la realizzazione, nel XII secolo, delle rogge che alimentano ancora la città di Udine.

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38 - Udine Patriarcale

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La città di Udine fu scelta e sviluppata per la sua centralità in regione e per favorire la Via aquileiense, patriarcale, l’antica Iulia Augusta che scendeva verso il porto di Aquileia, verso l’Adriatico e il Mediterraneo.

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39 - Castello di Udine

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Il castello di Udine è situato sul colle principale della Città, un colle naturale, conglomeratico, modellato nei secoli, luogo ideale per la fortificazione, al centro dell’alta pianura friulana.

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40 - Chiesa di Santa Maria di Castello di Udine

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La chiesa di Santa Maria è posta su una collina che domina la pianura friulana.

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41 - Biblioteca Civica “V. Joppi”

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La Biblioteca civica fu aperta al pubblico nel 1864 e spostata in Palazzo Bartolini nel 1866. La Biblioteca conserva 10.000 Manoscritti, 124 incunaboli, 3000 cinquecentine, edizioni a stampa del XVII e XVIII secolo.

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42 - Santuario Beata Vergine delle Grazie di Udine

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Il santuario della Beata Vergine delle Grazie è meglio conosciuto come Madonna delle Grazie. Era dedicata originariamente ai Santi Gervasio e Protasio e fu scelta per accogliere un’immagine della Madonna ritenuta miracolosa.

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43 - Palazzo Patriarcale e Musei Diocesani di Udine

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Il Palazzo Patriarcale fu realizzato tra il XVI e il XVII secolo e ultimato nel XVIII secolo con il progetto della facciata di Domenico Rossi.

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44 - Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Udine

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Il Duomo di Udine è la chiesa più importante ed imponente della città ed è dedicata a Santa Maria Annunziata.

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45 - Chiesa di San Francesco di Udine

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La chiesa di San Francesco è uno degli edifici religiosi più antichi di Udine, ora sconsacrata ed utilizzata per esposizioni temporanee.

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46 - Ospedali medievali di Udine

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La Madonna della Misericordia è il simbolo della seconda generazione di ospedali gratuiti europei nel Nord-Est. Oltre a curare gli ospedali assicuravano la crescita degli orfani, la dote alle orfane e l’accoglienza gratuita ai pellegrini.

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47 - Chiesa del Carmine di Udine

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La Chiesa del Carmine è legata alla storia degli ospitali di Udine ed è soprattutto sede dell’Arca di Beato Odorico da Pordenone che fu pellegrino francescano sulla Via della Seta in India, si recò alla tomba di San Tommaso e in Cina, testimone della presenza interreligiosa e della tolleranza orientale.

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48 - Hospitium San Nicolò di Ruda

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Uno dei siti più importanti di accoglienza per i pellegrini in cammino per la Terrasanta sorse proprio a San Nicolò di Ruda agli inizi del XIII secolo e fu gestito dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (poi di Malta), voluto dal Patriarca Wolfger di Ellenbrechtskirchen, prima del 1211.

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49 - Chiesa di San Martino Terzo di Aquileia

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Oggi il Cammino di San Martino segue la traccia delle chiese (ben 80 in Friuli) a lui dedicate: a Savogna, San Martino del Carso e a Doberdò del Lago, a San Canzian d’Isonzo, Fiumicello, ad Aquileia. Da lì la strada verso ovest è la via Annia e passa a San Martino di Terzo di Aquileia dove si trova la chiesa di San Martino, già pieve nell’XI secolo.

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50 - San Zili Aquileia

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La Chiesetta è stata dedicata a Sant’Egidio Abate, dell’VIII secolo, patrono dei lebbrosi. La

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51 - Basilica di Aquileia

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La Basilica di Aquileia conserva le reliquie dei martiri cristiani del III secolo. È testimone della storia della chiesa di oriente e occidente e del cammino dei primi pellegrini europei, l’Anonimo Burdigalense verso Gerusalemme e San Martino Verso Tours.

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