Pietro FontaniniSindaco di Udine

Il merito del Progetto Interreg V A Italia Austria 2014-2020 “Look Up - La riscoperta del patrimonio artistico e religioso transfrontaliero in montagna”, al quale il Comune di Udine ha, fin dalla sua ideazione, aderito con convinzione, sta nel fatto di offrire non solo ai turisti, ma anche agli stessi friulani la possibilità di scoprire il Friuli attraverso la mappa creata dai percorsi che da secoli collegano i luoghi simbolo della spiritualità.

In questo modo il nostro territorio si ridefinisce, non solo al suo interno, svelando passaggi e angoli sconosciuti ai più, capaci di creare nuove proporzioni e nuovi punti di vista e offrendo ai fedeli e agli appassionati d’arte la possibilità di godere della bellezza di questi luoghi, ma anche nei suoi confini, scavalcando i limiti spaziali tracciati a livello amministrativo per ridefinirsi come area culturale.

Riscoprire questi luoghi significa scoprire l’anima stessa del territorio, e quindi del popolo che lo ha abitato e che ancora lo abita. Perché quel passato, anche se ci sembra lontano, è parte di noi, della nostra cultura, del nostro essere friulani ed europei.

Questi itinerari, come accennato, non sono rivolti solo a chi ha il dono della Fede ma a chiunque abbia la capacità di vedere e apprezzare la bellezza. Ed è proprio la bellezza il vero filo conduttore di questi percorsi, nei quali spiritualità, arte e natura si fondono, dando a chi vi si immerge una pace difficile da raggiungere al giorno d’oggi.

Desidero infine ringraziare gli altri partner di questo progetto: la Congregazione Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria, il Bildungshaus Osttirol e il Tourismusverband Osttirol.

Guida alla lettura

L’attività principale, sulla quale si sviluppa l’intero progetto, è la ricerca socio-economica e religiosa, svolta congiuntamente da tutti i partner. Lo scopo principale di questa attività è quello di reperire, analizzare e raccogliere in un unico sito tutte le informazioni per creare e promuovere la conoscenza del territorio in chiave spirituale, evidenziando gli elementi necessari (storia, religiosità, arte, natura, paesaggio, pellegrinaggio).

La ricerca aiuta a comprendere la situazione reale, sia dal punto di vista topografico, sia da quello storico e archeologico, e mira alla creazione di una rete che metta in connessione i luoghi di culto e si faccia promotrice dello sviluppo turistico dell’area di riferimento. La ricerca effettuata nei territori dei partner è pubblicata in questo sito e racchiude gli approfondimenti sottolineando la dimensione spirituale della fede nel tempo.

Il sito inoltre vuole diventare uno strumento utilizzato per la divulgazione delle informazioni, delle bellezze e delle tipicità per coloro che vorranno avvicinarsi a queste aree. Rappresenta una guida precisa e dettagliata dei luoghi di maggior interesse, promotrice degli itinerari e delle opportunità presenti nei territori.

Per agevolare la navigazione del sito, l’area geografica specifica di ogni partner è contraddistinta da un colore: verde per il Tourismusverband Osttirol, blu per la Bildungshaus Osttirol, giallo per il Comune di Udine e rosa per la Congregazione Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria di Vicenza. Inoltre per ogni partner vengono indicati in cartografia i punti di interesse inseriti nel sito. Ogni scheda è in duplice lingua (Italiano e Tedesco) ed è composta da una parte che riguarda la collocazione geografica riportante l’indirizzo, la geolocalizzazione e gli eventuali contatti, seguita poi da una descrizione puntuale.

La Via Romea Strata

di Luisa Dal Prà

La Via di cultura e di fede Romea Strata è un’iniziativa ideata, promossa ed elaborata da Fondazione Homo Viator - San Teobaldo. Rappresenta un itinerario che valorizza un’antica via di pellegrinaggio, solcata nei secoli da molti uomini e donne che si dirigevano verso importanti mete di fede, dette anche peregrinationes maiores: Roma, Santiago e Gerusalemme. La Via Romea Strata era una rotta europea importante, percorsa dai pellegrini che partendo dall’Europa centro orientale affrontavano il cammino verso Roma per giungere al cospetto della tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Il cammino principale collega il Mar Baltico attraverso Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Austria fino a valicare le Alpi ed entrare nel Nord-Est d’Italia attraverso il Tarvisio. Prima di diventare via di pellegrinaggio, questo itinerario veniva usato per molteplici scopi tra cui quello commerciale: da qui passavano l’ambra, il sale, il ferro, la seta. Il passaggio umano ha portato anche allo sviluppo della cultura, attraverso l’arte e l’architettura che incontriamo lungo questa direttrice (ospitalità, chiese, musei, memorie…). Il percorso di Romea Strata in Italia è stato rilevato con strumentazione GPS, raccogliendo dati e informazioni utili per il pellegrino quali punti di interesse storico, artistico, religioso, paesaggistico, naturalistico, enogastronomico e i luoghi di ospitalità utili al viaggiatore. Inoltre, tutto l’itinerario è stato verificato, in termini di sicurezza e di appartenenza al suolo pubblico e successivamente approvato con Delibera di Giunta comunale dalle Amministrazioni Comunali interessate. A seguito dell’approvazione dei singoli Comuni, è stato realizzato ed implementato un sito internet dedicato, www.romeastrata.org che raccoglie tutte le informazioni. Per la parte cartografica la Via Romea Strata si avvale della collaborazione di Outdooractive, sviluppatore europeo di tecnologia e cartografia per l’escursionismo, che fornisce il sistema delle tracce del percorso con descrizioni, lunghezze, dislivelli e altimetrie. Il sistema consente di stampare le mappe e scaricare gratuitamente il file GPX di ciascun itinerario per avere sempre con sé la migliore traccia da seguire sui vari dispositivi.

La parte italiana della Via Romea Strata comprende un cammino principale con ingresso da Tarvisio, dove inizia la Via Romea Allemagna che, attraversando il Friuli Venezia Giulia da nord-est a sud-ovest, arriva all’antica città romana di Concordia Sagittaria, in Veneto. Vi sono poi tre diramazioni internazionali, che si costituiscono come ingressi alternativi in Italia (da Miren, Passo Monte Croce Carnico e Passo Resia) ed altre tre diramazioni nazionali da Verona, Bassano del Grappa ed Enego che confluiscono tutte nel cammino principale fino a raggiungere la meta Roma. Dopo aver indetto il 2016 l’anno dei Cammini, il Mibact ha ritenuto di dover proseguire con la valorizzazione dei cammini, tanto da costituire l’Atlante digitale, ovvero un sito internet che raccoglie oltre 40 dei numerosissimi percorsi presenti in Italia. Il Ministero ha scelto 3 grandi vie di fede e di cultura transnazionali che dal Nord Europa si dirigono verso Roma. Uno di questi tre grandi itinerari indicati, è la Via Romea Strata. Si tratta di un riconoscimento molto importante, in quanto il Comitato Cammini, coordinamento inter-istituzionale formato da Ministero, Regioni, Province autonome ed ANCI, ha positivamente valutato la via Romea Strata in tutti gli 11 criteri richiesti e l’ha indicata come grande itinerario transfrontaliero ed europeo.

Nel Novembre 2018 è stata costituita l’Associazione Europea Romea Strata (AERS), con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare la Via Romea Strata, che in passato fungeva da cerniera fra Oriente e Occidente. L’intenzione è di renderla percorribile per i pellegrini e i camminatori del terzo millennio, valorizzando le radici dell’Europa e superando i confini creati nel corso della storia. AERS è costituita attualmente da oltre 40 soci rappresentanti gli Stati di Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria e Italia. I soci lavorano assieme per promuovere questa grande arteria di pellegrinaggio, valorizzandone la storia, i luoghi di fede e spiritualità, il patrimonio religioso e culturale che la caratterizza e la bellezza del contesto paesaggistico e naturalistico dov’è inserita e collocata. L’Associazione Europea nasce anche come presupposto alla domanda di certificazione di “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” e nel 2019, in occasione del 9° Annual Advisory Forum on Cultural Routes organizzato dal Consiglio d’Europa a Sibiu (Romania), l’AERS ha candidato la via Romea Strata per ottenere tale riconoscimento, già assegnato al Cammino di Santiago, alla Via Francigena, al Cammino di Sant’Olaf e alla Via Romea Germanica. Per supportare la Via Romea Strata a livello europeo, è stato costituito un Comitato Scientifico, composto da circa 30 accademici ed esperti dei Paesi coinvolti, per la stesura di articoli scientifici che attestino la valenza storica, religiosa e culturale dell’itinerario.

La via romana Iulia Augusta e la Romea Strata

di Luisa Dal Prà

I territori Austriaci (attuali Osttirol e Carinzia) e del Friuli Venezia Giulia sono collegati grazie alla via romana che da Aquileia portava al “Norico” (odierna Osttirol e Carinzia), deve il nome all’archeologo Carlo Gregorutti che nel 1884 propose per questa strada, di cui non è noto il nome ad essa attribuito in epoca romana, quello di “Via Iulia Augusta”, basandosi sul fatto che era stata risistemata una prima volta all’epoca di Giulio Cesare e degli imperatori della dinastia giulio-claudia. La Iulia Augusta era considerata un asse portante dell’antico sistema viario che attraversava le Alpi Orientali e una direttrice più breve rispetto alla via della Valle dell’Adige e del Brennero. Ciò che attirava i romani nell’arco alpino orientale era l’interesse rivolto ai controlli dei valichi e le ricchezze minerali del Norico, oltre che i grandi scambi commerciali. Questo tracciato era pertanto considerato via commerciale, armentaria e di transumanza attraverso i valichi delle Alpi Carniche e Giulie. Ma questa strada romana seguiva un percorso già frequentato e conosciuto fin dalla preistoria. Il tracciato della via è identificabile almeno in parte grazie a numerose testimonianze epigrafiche e letterarie, e parzialmente anche sul territorio anche se esistono pareri discordanti tra gli studiosi in alcuni tratti.

Da Aquileia la strada raggiungeva l’odierna Tricesimo, passando per Udine, il cui toponimo numerale indicava la distanza di 30 miglia romane (circa 45 km), saliva attraverso la pianura friulana fino alla statio Ad Silanos tra Gemona e Ospedaletto e proseguiva lungo la valle del Tagliamento. Nei pressi della stazione di Carnia si biforcava: il primo tratto proseguiva lungo il torrente But in Carnia fino ad arrivare a Zuglio (Iulium Carnicum) e poi a Passo Monte Croce Carnico (1360 slm). Superato il valico giungeva a Mauthen (Loncium) e seguendo il fiume Gail giungeva nei pressi di Lienz a “Dölsach”. (Aguntum), dove si possono ancora visitare i resti romani dell’importante sito archeologico. Da questa città, verso ponente, aveva inizio la via in compendium, convenzionalmente denominata dagli storici via Aguntum-Vipitenum, che attraverso la val Pusteria collegava la Iulia Augusta alla diramazione della via Claudia Augusta che da “Pons Drusi” (Bolzano) lungo la vallata dell’Isarco conduceva a Vipiteno e a “Veldidena” (Innsbruck) attraverso il passo del Resia. Il secondo percorso era diretto ad oriente, verso Virunum nei pressi dell’attuale Zollfeld. La strada procedeva attraverso i Canal del Ferro, già conosciuto come via commerciale ne II secolo a.C., passando probabilmente per Resiutta e Chiusaforte, toccando Camporosso e Tarvisio, snodo viario in cui convergevano altre due strade che percorrevano le valli de Natisone e dell’Isonzo. Dopo Tarvisio, tracce della strada romana sono presenti presso Coccau e in territorio austriaco a Villaco (Villach); dopo altre 30 miglia si giungeva infine a Virunum. Le due città noriche poste al termine dei due rami della via, Aguntum e Virunum, erano collegate tra loro da una via che si snodava lungo il fondovalle della Drava.

Il tracciato antico della via romana Iulia Augusta è stato riscoperto dalla via di cultura e di fede Romea Strata. Il tratto che va da Passo Monte Croce Carnico a Venzone è stato denominato Via Romea Iulia Augusta, mentre il tratto che va da Tarvisio a Concordia Sagittaria è stato denominato Via Romea Allemagna.

Verso l’alto e il sacro

Un cammino dentro di sé, superando montagne e confini
Sentieri montani di pellegrinaggio in Osttirol, Alto Adige e Alta Carinzia.

 

Hoch und Heilig! Già il nome (che significa grosso modo “verso l’alto e il sacro”) contiene tutto il programma del sentiero montano che attraversa l’Osttirol e i luoghi di pellegrinaggio di confine in Carinzia e Alto Adige. Oltre alle mete mariane più note come Maria Luggau, Kalkstein a Innervillgraten e Obermauern a Virgen, il percorso sfiora anche altre gemme della regione come le chiese di St. Korbinian ad Assling e St. Oswald a Kartitsch. In nove tappe, il percorso collega secolari mete di pellegrinaggio, santuari e cappelle. Il tracciato ricalca in gran parte le antichissime vie dei pellegrini e rappresenta un vero e proprio tesoro spirituale, storico e culturale. Tra suggestivi paesaggi montuosi, dolci pascoli e pacifiche valli, si attraversano tradizionali villaggi di montagna percependo un soffio di eternità nei torrenti impetuosi.

Il concetto che la natura è «la scrittura di Dio» lungo questo sentiero si sperimenta in molti modi diversi e impressionanti. Nel nome del sentiero il concetto di “alto” (Hoch) rimanda ai dislivelli da affrontare lungo il percorso. Le nove tappe coprono infatti più di 10.000 m di salite e discese e richiedono una certa esperienza di montagna, resistenza e forma fisica. La parola “sacro” (Heilig) indica invece la ricerca di salvezza, guarigione e incontro con la sacralità. Da secoli le persone portano dolori e sofferenze, preghiere e ringraziamenti verso le mete di pellegrinaggio e quindi verso Dio. Spesso tornano a casa confortate, e a volte anche fisicamente rafforzate, da questi luoghi di guarigione spirituale. Gli ex voto ne sono una chiara testimonianza. Allontanarsi, camminare, fermarsi, meravigliarsi, riposare, ricaricare le energie, incontrare persone, arrivare: tutti ricordi indimenticabili. Il progetto è finanziato nell’ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia Austria 2014-2020.

 

Dati tecnici. Partenza: Lavant (Punto di accesso: Lienz) - Arrivo: Heiligenblut. Lunghezza: circa 200 km - 9 tappe, ciascuna con dislivello di circa 1000 m e distanza di circa 20 km (www.hochundheilig.eu e www.bildungshaus.info).